Titolo: GuastallaJazzFestival – In maggiore

Genere: Jazz

Data: 2018-05-26

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GuastallaJazzFestival – In maggiore

Sabato 26 Maggio 2018 – ore 21.00

Paolo Fresu, Daniele di Bonaventura - In maggiore

Paolo Fresu: trumpet and flugelhorn
Daniele di Bonaventura: bandoneon

ECM 2412

Dopo essersi incontrati nei concerti del magistrale Mistico Mediterraneo creato insieme al celebre ensemble vocale corso A Filetta e pubblicato poi su disco dalla ECM, Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura hanno scoperto una profonda affinità sviluppando una poetica comune in diverse esibizioni dal vivo tra cui il progetto concertistico ispirato a Corto Maltese, l’indimenticabile personaggio delle avventure a fumetti
disegnate da Hugo Pratt.
Sono queste esperienze ormai quasi decennali ad averli portati all’idea di incidere in duo, per esplorare una dimensione espressiva più intima in cui il trombettista sardo e il bandoneonista marchigiano cercano e ritrovano la poesia dei piccoli suoni e di un gesto musicale non magniloquente ma proprio per questo ancora più espressivo e significato in un’epoca di crescente rumore e pressione acustica.
L’attenzione è tutta sui colori generati dal soffio che scorre nei pistoni degli strumenti di Fresu e fa vibrare le ance del bandoneon di di Bonaventura: in questo senso va la rinuncia del trombettista all’uso dei suoi fedeli effetti elettronici, che vengono invece usati nelle esibizioni dal vivo del duo, come significativi sono i passaggi in cui sono i suoni del metallo percosso da Fresu o quello dei tasti premuti a vuoto da di Bonaventura a fare
pannonica da accompagnamento ritmico: segni sonori ispirati alla miglior tradizione di quello che potrebbe essere definito l’umanesimo strumentale del jazz in cui la presenza di rumori “parassiti” restituisce la fisicità del rapporto con gli strumenti musicali, dal soffio del tenore di Ben Webster al ronzio del basso di Charles Mingus: essenziale in questo processo la prospettiva sonica curata da Stefano Amerio. Il racconto si dipana senza soluzione di continuità attraverso composizioni originali, improvvisazioni e melodie che fanno parte della memoria musicale di ciascuno di noi. Gli echi classici della cadenza d’apertura lasciano al posto alla ninna nanna bretone che ha ispirato “Ton Kozh” di Fresu; l’orizzonte si allarga con un dolceamaro episodio latino-americano in cui alla malinconica “O Que Sera” di Chico Buarque de Hollanda si aggiunge sorprendentemente una coda basata sull’inno della resistenza cilena “El Pueblo Unido Jamas Sera Vencido”, quasi un preludio alla “Te Recuerdo Amanda” che seguirà: Fresu dimostra qui un infallibile istinto da improvvisatore nell’estrarre il succo fondamentale di un brano delineandone il profilo melodico con pochi tratti essenziali. Attraverso Brasile, Cile e l’Uruguay di “Se Va La Murga” di Jaime Roos il repertorio del disco gira, senza toccarla, attorno alla tradizione bandoneonistica argentina cui di Bonaventura, originariamente pianista, si è ispirato per l’adozione del suo nuovo strumento; “Te Recuerdo Amanda”, la canzone dedicata alla madre dal cantautore cileno Victor Jara, poi torturato e ucciso dai generali golpisti, ha un particolare significato per il duo essendo legata indissolubilmente per il duo al momento in cui l’hanno interpretata in Cile di fronte a oltre 6.000 persone che dopo le prime note si sono alzate silenziosamente in piedi, in omaggio a quello che è diventato una specie di inno nazionale ufficioso del Cile post-dittatura. Asciutta e non sentimentale l’evocazione di atmosfere quasi felliniane o addirittura del cinema “dei telefoni bianchi” della “Non Ti Scordar Di Me” (1935, Beniamino Gigli). “Apnea”, ancora di Fresu, colpisce per il titolo chiaramente in contraddizione per un disco in cui il respiro gioca una parte così importante, ed è ispirata all’omonimo drammatico romanzo di Lorenzo Amurri sul ritorno alla vita di un musicista che attraversa l’esperienza del coma dopo un gravissimo incidente sulle piste da sci. Il tenero valzer della Bohéme di Giacomo Puccini “Quando m’en vo soletta per la via” esce dal teatro per tornare in sala da ballo, mentre il “Kyrie” composto da di Bonaventura rimanda alle atmosfere ieratiche del disco con il coro corso.
Il brano originale di Fresu “In Maggiore” dà il titolo all’album e lo conclude con una serie di intervalli appunto maggiori, dal colore raramente usato nel jazz e rimandano all’atmosfera di apertura. La storia della realizzazione del Cd è raccontata nel film Wenn aus dem Himmel (“Quando dal cielo…”) di Fabrizio Ferraro, ispirato al viaggio dei due musicisti dalle loro rispettive città verso Lugano e alla fuga come
forma musicale barocca, soprattutto bachiana. Paolo Fresu è presente su più di 300 album, di cui molti a suo nome per etichette come EMI, RCA e Blue Note. La sua prima collaborazione con la ECM è del 2007 sul disco The Lost Chords Find Paolo Fresu di Carla Bley per la label WATT distribuita dalla label di Manfred Eicher e dopo con Ralph Towner su Chiaroscuro, duo che ha girato molto. Mistico Mediterraneo vede Fresu con il coro corso A Filetta e Daniele di Bonaventura, quest’ultimo già presente su ECM con Miroslav Vitous per Universal Syncopations II, album che vinse nel 2007 il Preis der deutschen Schallplattenkritik come album dell’anno.