Titolo: Michelangelo e il Pupazzo di Neve

Genere: Varie

Data: 2018-05-10

vanoni

Michelangelo e il Pupazzo di Neve

Giovedì 10 Maggio – Ore 21.00

Regia di Gian Marco Montesano
Scritto e interpretato da Carlo Vanoni

“Lo spettacolo riporta Michelangelo Buonarroti “sulla terra” per restituircelo in una veste moderna e legata al presente. Tra capolavori, aneddoti e fragilità viene raccontato il Michelangelo uomo e non solo l’artista che ha fatto grande la Firenze dei Medici e la Roma del secondo Cinquecento in un’epoca in cui il potere non poteva fare a meno dell’arte”.

Il testo sembra mettere insieme una serie di aneddoti sulla vita di Michelangelo Buonarroti ma si rivela, nell’arco della sua evoluzione, un’analisi complessa della personalità di Michelangelo. Il titolo prende spunto da un fatto accaduto all’inizio della carriera del Buonarroti: dopo la morte di Lorenzo il Magnifico, Michelangelo si ritrovò senza committenti e di conseguenza senza casa; pertanto, quando due anni dopo gli si presentò l’occasione di rientrare alla corte fiorentina, egli fu costretto a cedere al piccolo ricatto di Piero de’ Medici detto “il Fatuo”, figlio e successore del Magnifico, il quale gli commissionò una statua fatta, appunto, di neve. L’artista toscano, come intuibile, vinse la sfida realizzando un bellissimo pupazzo in un cortile di Via Larga a Firenze. Lo spettacolo riporta Michelangelo Buonarroti “sulla terra”, togliendolo dalla dimensione mitologica e libresca che troppo spesso accompagna i grandi artisti del passato. Tra capolavori, aneddoti e fragilità, viene raccontato Michelangelo uomo e non solo l’artista che ha fatto grande la Firenze dei Medici e la Roma del secondo Cinquecento. Michelangelo dal carattere duro come il marmo e Michelangelo che si commuove, Michelangelo artista che combatte come un pugile sul ring anche quando le circostanze sembrano avverse. E non si arrende. Mai. Nemmeno quando s’innamora.

In scena Carlo Vanoni, attore performatico che entra ed esce dal personaggio, che si accompagna con la chitarra elettrica e proietta immagini avvalendosi di tecnologie video, tenendo saldo il filo di una narrazione in grado di sovvertire i luoghi comuni e di stupire. Tutto questo per restituire ciò che Michelangelo era: il più grande professionista al servizio del potere, in un’epoca in cui il potere non poteva fare a meno dell’arte.